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Che cos'hai?
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"Buongiorno Dottore" . È entrata con titubanza, come di malavoglia e ha percorso l'ambiente con uno sguardo dubbioso. Ora gli porge una mano sudaticcia. Lui la stringe e risponde al saluto con affabilità lievemente forzata. Nel frattempo, com'è sua abitudine, la osserva. La ragazza è giovane, forse poco più che ventenne. Capelli castani e riccioluti incorniciano un viso tondeggiante su cui indugiano sembianze ancora fanciullesche, accentuate dalla presenza di un?acne diffusa. Ad esse fanno contrasto rughe minute che si disegnano a raggiera ai lati delle orbite, mentre altre più marcate attraversano orizzontalmente la fronte. Il trucco è leggerissimo. Statura alta, corpo ben tornito che sembra suggerire un incipiente appesantimento; i muscoli del collo risaltano con evidenza sotto la pelle. Le mani mostrano unghie brevi e smangiate, attorno ad esse la pelle è arrossata. Veste in modo dignitosamente dimesso: un maglioncino di lana color azzurro stinto e un paio di pantaloni marrone chiaro che aderiscono alle anche facendone risaltare la generosità del contorno. Lo sguardo comunica un senso di tristezza misto a ostinazione.
"So bene come ti piacciono le tue pazienti! Giovani, graziose ma di aspetto un po' sofferto" aveva una volta insinuato Paola in tono canzonatorio. Lui si era irritato un poco, sospettando un fondo di verità in questa asserzione.
"Prego, signorina, si segga." Lei esegue con circospezione.
"Mi dica, qual'è il suo problema?" Gli risponde uno sguardo stupito e interrogativo. Allora lui suggerisce:
"ha male?" Finalmente giunge una risposta perentoria:
"certo che ho male, un mal di testa, atroce... è per questo che sono qui."
"Dove le fa male in testa?"
"Dove? è difficile dire... è qui dentro, e batte con le mani sulle tempie,... da qualche parte... alle volte dappertutto."
"Da molto tempo?"
"Beh sì, è da un bel po'... però ultimamente è peggiorato"
"Come è questo male? Le batte, le stringe...?"
"Batte stringe, fa di tutto, gliel'ho detto, dottore, è difficile da descrivere!"
"Ha nausea? Vomito?"
"Sì... anche... insomma, è terribile!"
"C'è qualche cosa o qualche situazione che più facilmente glielo provoca?" A questa domanda lei reagisce sorpresa e allarmata mentre macchie di rossore disegnano improvvisamente su collo e spalle una geografia bizzarra e mutevole.
"Sì, forse, ma preferirei non parlarne, almeno per il momento".
È meglio che io non insista, con questa ragazza devo procedere con prudenza. Il mal di testa non è certo il suo unico problema. C?è ben altro, e lei, dopotutto, ha una gran voglia di raccontarlo, altrimenti non avrebbe risposto in questo modo... avrebbe detto di no e basta. Però ancora non si fida. In qualche modo teme di essere giudicata.
Per non provocare reazioni di difesa da parte della paziente passa a domande di carattere generale: età, epoca della prima mestruazione, altezza, peso. A questo proposito, le domanda in tono indifferente:
"il suo peso è stabile oppure oscilla un poco?" La risposta è quella che si attendeva:
"beh, per oscillare oscilla! ultimamente sono aumentata di qualche chilo"
"In quanto tempo?"
"A dir la verità, in pochi mesi."
Lui domanda ancora:
"Prima che le venga il mal di testa ha qualche sensazione strana?" Lei serra le labbra e lo fissa in un modo che pare implorante. Sembra sul punto di dire qualcosa ma poi si trattiene chiudendosi in un silenzio ostinato. Lui allora azzarda un'ultima domanda:
"tra una crisi di mal di testa e l'altra, lei si sente bene?"
"Certo che mi sento bene."
Non è vero, neppure in questo momento ti senti bene. Lo dichiara il tuo sguardo, quelle chiazze rosse sul collo, il sudore freddo delle tue mani, il modo in cui ti stai torturando le dita.
Decide di sospendere il colloquio.
"Va bene, ribatte con tono acquiescente, parleremo più lungo la prossima volta, ora la visito." La visita neurologica non rivela nulla di anomalo. Invece quando le palpa i muscoli del viso e del collo la ragazza ritrae bruscamente il capo con una smorfia di dolore.
"Dottore, lei mi fa male!"
"Chiedo scusa, ribatte lui, le assicuro che non è sadismo. Questo dolore che le ho provocato le accade di sentirlo spontaneamente?"
"No, il dolore del mal di testa è un'altra cosa."
"Sì, di questo ne sono certo. Quello che vorrei sapere è se tra una crisi di mal di testa e l'altra lei non prova qualche volta un dolore di questo tipo, anche se meno intenso." La ragazza resta per un attimo soprappensiero, poi risponde:
"beh, se è per questo, qui i muscoli me li sento tirare quasi sempre." E scorre con le mani lungo nuca, collo e spalle.
Al termine della visita lui le insegna un esercizio di rilassamento muscolare invitandola a eseguirlo ogni giorno. Poi le prescrive un farmaco da prendere al momento delle crisi, le dà un foglio su cui annotare i giorni di mal di testa e la congeda:
"Ci vediamo tra 20 giorni signorina, se c'è qualche problema mi telefoni quando vuole."
"d'accordo dottore, concede lei, tra venti giorni? grazie."


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